Intelligenza artificiale per gli elettricisti: dove rende sul preventivo e dove non va usata
L'intelligenza artificiale per gli elettricisti è, dentro un'impresa di impianti, un modo per preparare i preventivi e per tenere il calendario dei documenti che un impianto si porta dietro dopo la consegna. Non è un modo per far dimensionare una linea o firmare una dichiarazione a una macchina. La distinzione conta perché quasi tutto quello che oggi viene proposto a queste imprese promette la parte tecnica, mentre le ore vere se ne vanno in quella amministrativa.
Un'impresa elettrica con due squadre e sei persone fra installatori, apprendisti e ufficio non ha nessuno che si occupi di informatica. Ha un titolare che batte preventivi la sera, un telefono che squilla mentre è su una scala e una cartella di pratiche aperte che nessuno guarda finché qualcuno non chiama. L'installazione degli impianti elettrici negli edifici è riservata alle imprese abilitate dal decreto ministeriale 22 gennaio 2008, n. 37, in vigore dal 27 marzo 2008. Quella parte non si automatizza. Tutto quello che le sta intorno è dove si recuperano le ore.
Le ore di un'impresa elettrica se ne vanno prima del cantiere e dopo
Le ore di un'impresa elettrica se ne vanno nel preparare i preventivi e nel chiudere le pratiche dopo la consegna, non nel posare i cavi. Il lavoro in cantiere è l'unica parte della giornata che viene pagata a ore concordate e che finisce quando finisce. Le due code che le stanno intorno, quella prima e quella dopo, non sono pagate da nessuno e si allungano da sole. Un titolare che fa anche il preventivista e anche l'impiegato le sposta alla sera, ed è lì che spariscono le serate.
Il preventivo si prepara di sera e due su tre non diventano lavoro
Il preventivo è il documento più costoso di un'impresa elettrica, perché è l'unico che si produce senza sapere se verrà pagato. Per un appartamento serve contare punti luce, prese, linee dedicate e quadro, cercare i prezzi sul listino del grossista, aggiungere la manodopera e scrivere un testo che il cliente capisca. Sono due ore di lavoro serale per un documento che nella maggior parte dei casi resta senza risposta. Il costo non è il tempo del singolo preventivo: è che il titolare, per non perdere quelle serate, ne scrive meno di quanti gliene chiedano.
Le pratiche restano aperte anche dopo che il cantiere è finito
La pratica di un impianto non si chiude il giorno in cui si spegne il trapano. Restano la dichiarazione di conformità con gli allegati obbligatori, lo schema aggiornato di quello che è stato davvero installato e, nei luoghi di lavoro, gli adempimenti verso l'INAIL. Sono documenti che qualcuno deve mettere insieme cercando fatture del materiale, foto e appunti presi in cantiere settimane prima. Ogni giorno che passa quel lavoro costa di più, perché chi c'era si ricorda meno e le carte sono più sparse. Lo stesso arretrato, visto dal lato dell'impresa che gestisce il cantiere intero, è descritto in dove l'AI ripaga in fretta nei lavori d'ufficio di un cantiere.
Le quattro cose che l'AI per elettricisti fa bene oggi
L'AI per elettricisti fa bene quattro cose: trasformare un computo appuntato in cantiere in una bozza di preventivo, tenere lo scadenzario dei documenti dopo la consegna, rispondere alle domande di servizio quando la squadra è sul lavoro e mettere in ordine gli appunti di sopralluogo. Tutte e quattro producono un testo o una lista che una persona controlla in pochi minuti, invece di costruirla da zero alle dieci di sera.
Cosa si fa preparare e cosa resta a chi firma
La linea fra le due colonne è la parte che un'impresa elettrica deve decidere per prima, e questa tabella la tiene ferma.
| Attività dell'impresa elettrica | Si può far preparare a un sistema automatico | Chi controlla prima che esca |
|---|---|---|
| Bozza di preventivo su un lavoro ripetitivo | Sì, come bozza | Il titolare o il responsabile tecnico |
| Appunti di sopralluogo dettati a voce, messi in ordine | Sì, come bozza | Chi ha fatto il sopralluogo |
| Risposta su zona servita, orari e costo dell'uscita | Sì, anche in chat automatica | Ufficio, a campione |
| Elenco delle scadenze documentali per cantiere | Sì, per intero | Ufficio |
| Testo descrittivo del lavoro da allegare al preventivo | Sì, come bozza | Il titolare |
| Dimensionamento di linee e protezioni | No | Resta al progetto e a chi lo firma |
| Dichiarazione di conformità | No | Resta all'impresa abilitata che la rilascia |
Dal computo appuntato in cantiere alla bozza di preventivo
Il computo dettato a voce durante il sopralluogo è il punto in cui un'impresa elettrica recupera più serate con meno fatica. Un installatore che gira le stanze e dice a voce quanti punti, quante prese e quali linee vede impiega dieci minuti e non dimentica niente, perché parla mentre guarda. Un sistema che trascrive quel parlato e lo rimette in forma di elenco restituisce la sera un documento già ordinato, su cui il titolare mette i prezzi invece di ricostruire la casa a memoria. Resta una bozza, perché i codici articolo sono la parte che una trascrizione sbaglia più spesso. Come si aggancia una cosa del genere al programma che usate già è il ragionamento che sta in come si integra l'AI nel gestionale aziendale.
Lo scadenzario dei documenti che l'impianto si porta dietro
Lo scadenzario è la parte che un'impresa elettrica sottovaluta e che un sistema automatico gestisce per intero, perché sono date, non giudizi. Secondo la guida tecnica al DPR 462/01 pubblicata da INAIL nell'aprile 2012, la dichiarazione di conformità equivale a tutti gli effetti a omologazione dell'impianto, ed entro trenta giorni dalla messa in esercizio il datore di lavoro la invia al Dipartimento territorialmente competente dell'INAIL. Quei trenta giorni non sono un obbligo vostro: sono un obbligo del vostro cliente, che quasi sempre non lo sa. Un elenco automatico che dice quali impianti consegnati stanno per superare la finestra è una telefonata utile al cliente e un motivo in più per essere richiamati.
Rispondere quando la squadra è sul ponteggio
La risposta automatica in un'impresa elettrica rende soprattutto negli orari in cui nessuno può rispondere, perché il confronto non è fra una risposta buona e una meno buona: è fra una risposta e il silenzio fino al giorno dopo. Zona servita, orari, costo dell'uscita e tempi indicativi sono quattro informazioni che l'impresa possiede già e che oggi ripete al telefono venti volte a settimana. Se serve capire la differenza fra una chat che risponde e qualcosa che agisce davvero sul calendario delle squadre, la distinzione è spiegata in cosa separa un chatbot da un agente AI.
Quello che su un impianto elettrico non si fa preparare a un modello
Il dimensionamento non si delega a un modello linguistico, ed è la prima proposta da rifiutare quando arriva da un fornitore. Un sistema che legge la descrizione a parole di un impianto restituisce la soluzione più frequente per quella descrizione, che è una cosa diversa dalla soluzione corretta per quell'edificio. Sezione dei conduttori, taratura delle protezioni e selettività dipendono da valori misurati e dal progetto, non da come è stata raccontata la stanza.
La dichiarazione di conformità la rilascia l'impresa abilitata
La dichiarazione di conformità impegna l'impresa che la firma, e nessun sistema automatico può produrla al posto suo. La guida INAIL è esplicita anche sul momento in cui va rilasciata: la messa in esercizio degli impianti di messa a terra e dei dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche non può essere effettuata prima della verifica eseguita dall'installatore che rilascia la dichiarazione. Un sistema automatico può raccogliere e ordinare gli allegati, e già solo questo toglie settimane di rincorse, ma il documento resta un atto dell'impresa. Lo stesso confine, visto dal lato di chi lavora sugli impianti idraulici, è raccontato in cosa toglie dal telefono l'AI in un'impresa di impianti.
I prezzi vengono dal listino del grossista, non da una stima
Il prezzo di un cavo o di un interruttore viene dal listino del grossista, e un modello linguistico che lo stima produce una cifra plausibile senza provenienza. La plausibilità dentro un preventivo è pericolosa perché sembra giusta finché non arriva la fattura del materiale, e su un impianto la voce materiale pesa abbastanza da mangiarsi il margine. Il lavoro utile è quello opposto: prendere i listini e le schede tecniche che il grossista manda in PDF e farli diventare dati leggibili, che è un'operazione concreta e già spiegata in come si estraggono i dati dai PDF aziendali. A quel punto la bozza di preventivo si costruisce sui vostri prezzi veri.
Le prime quattro settimane in un'impresa con due squadre
Le prime quattro settimane non si passano a comprare software, si passano a contare due cose. La prima è quanti preventivi vi vengono chiesti in un mese e quanti ne uscite davvero, segnati su un foglio con la data della richiesta e quella dell'invio. La seconda è quante ore serali finiscono in quei documenti. Alla fine avrete due numeri veri, e sono quelli che dicono se il problema vale un progetto oppure si risolve preparando tre modelli di preventivo per i lavori che vi chiedono sempre.
Le due regole da scrivere prima di comprare qualunque cosa
Le regole si scrivono prima dello strumento e stanno in due righe. La prima dice che nessuna bozza preparata da un sistema automatico raggiunge un cliente senza che una persona l'abbia letta e firmata. La seconda dice dove finiscono le fotografie scattate in cantiere, perché una foto di un quadro dentro un'abitazione porta con sé molto più del quadro: l'indirizzo, il nome sul contatore, l'interno di casa di qualcuno. Se non esiste già una riga scritta su questo, vale la pena leggere dove finiscono i dati che passano da un sistema di intelligenza artificiale prima che lo decida ogni installatore per conto suo.
Quanto costa tenere acceso un sistema così in un'impresa di impianti
Il costo si divide in due voci che vanno tenute separate: quanto costa metterlo in piedi e quanto costa tenerlo acceso. La seconda sorprende quasi sempre, perché un sistema che trascrive sopralluoghi e prepara bozze consuma in proporzione a quanti preventivi girano, e il conto non somiglia a un canone fisso. Le voci da farsi mettere per iscritto da un fornitore prima di firmare sono elencate in quanto costa un agente AI in azienda.
Se invece preferite partire dai processi anziché dallo strumento, cioè decidere prima quali passaggi fra sopralluogo, preventivo, cantiere e consegna valgono un intervento, è esattamente il punto da cui comincia un lavoro di automazione dei processi aziendali con l'intelligenza artificiale. La guida tecnica citata qui sopra è pubblica e si scarica dal sito dell'istituto: DPR 462/01, guida tecnica alla prima verifica degli impianti.
Un'impresa elettrica che mette l'intelligenza artificiale sul preventivo e sulle scadenze, e la tiene lontana dal dimensionamento e dalla firma, si riprende le serate senza rischiare niente. Il contrario mette in gioco l'unica cosa per cui un cliente chiama voi invece di chiamare qualcun altro.
Domande frequenti
L'AI per elettricisti può disegnare lo schema del quadro?
Un modello generico produce uno schema che sembra uno schema, e questa è esattamente la ragione per cui non va usato così. Il disegno di un quadro dipende dalle correnti di cortocircuito nel punto di consegna, dalle sezioni posate e dal coordinamento fra le protezioni, cioè da valori che stanno nel progetto e non nella descrizione a parole. Esistono programmi di calcolo fatti apposta, venduti da chi risponde di quello che calcolano, e sono un'altra categoria di strumento. Un assistente linguistico serve per la parte scritta che sta intorno al progetto, non per il progetto.
Un'impresa elettrica che lavora quasi solo in subappalto per imprese edili ha gli stessi vantaggi?
I vantaggi ci sono ma cambiano di posto. In subappalto il lavoro non entra da un cliente privato che telefona: entra da un capocommessa con ordini, varianti e stati di avanzamento, spesso via posta elettronica e con allegati. La parte che rende di più diventa tenere insieme cosa è stato ordinato, cosa è stato fatto in più rispetto al contratto e cosa non è ancora stato contabilizzato. Il preventivo al privato pesa meno, la contabilità di cantiere pesa molto di più.
Serve un gestionale prima di provare qualcosa in un'impresa di impianti elettrici?
Non serve un gestionale, serve che i dati stiano in un posto leggibile da un programma. Un'impresa che tiene i listini in PDF, le ore su un foglio di calcolo e le pratiche in una cartella condivisa ha già abbastanza per cominciare. Un'impresa che tiene tutto su un quaderno deve prima portare fuori dal quaderno almeno i listini e le ore, perché un sistema automatico può scrivere solo dove c'è già qualcosa scritto. Il gestionale è una conseguenza, non un prerequisito.
Un sistema automatico può stimare le ore di manodopera di un impianto?
Può proporre una stima solo se gliela si insegna, e la differenza è tutta lì. Un modello generico che non ha mai visto i vostri cantieri restituisce una media presa da chissà dove, che non tiene conto di quanto sono alti i soffitti, di com'è fatta la muratura e di quanto è veloce la vostra squadra. Se invece gli si danno le ore consuntivate sui lavori già chiusi, la stima diventa la vostra media storica su lavori simili, che è un numero difendibile. Il primo passo quindi non è lo strumento, è avere le ore vere dei lavori passati.
Un'impresa elettrica di tre persone senza dipendenti ha senso che ci provi?
Ha senso solo sulla parte scritta, e conviene esserne consapevoli prima di spendere. Tre persone che lavorano insieme tutti i giorni non hanno un problema di coordinamento da risolvere con un software, hanno un problema di ore serali passate a battere preventivi e a cercare documenti. Su quelle ore un aiuto alla scrittura e un elenco di scadenze rendono subito e costano poco. Tutto il resto, smistamento, assegnazioni e stati di avanzamento, comincia a servire quando le squadre diventano due e smettono di vedersi ogni mattina.