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Memoria di Codex: cosa cambia con la v2 e con l'importazione da altri agenti

Di Marco Masut

La memoria di Codex è lo spazio in cui l'agente di coding di OpenAI conserva quello che ha imparato da una sessione all'altra. Con la versione stabile 0.165.0, pubblicata il 27 ottobre 2026, quello spazio passa alla versione 2 per i profili nuovi e accetta anche memorie importate da altri agenti. La riga delle note di rilascio di Codex è una sola, ma sposta una domanda che prima non c'era: se cambi agente, quello che ha imparato su di te viene con te?

Cosa cambia nella memoria di Codex con la versione 2

La memoria di Codex parte dalla versione 2 soltanto sui profili nuovi, mentre chi ha già una memoria costruita resta sulla versione 1. La regola sta nella modifica che porta la v2 come predefinita, unita il 22 ottobre 2026: un profilo nuovo è un profilo con le memorie attive e senza una directory memories, perché, spiega la descrizione, senza una memoria v1 non c'è un contesto precedente da conservare o consolidare prima di passare alla v2.

Situazione del profiloVersione usataFonte
Memorie attive, nessuna directory memoriesv2modifica unita il 22 ottobre 2026
Directory memories già presentev1stessa modifica
Valore esplicito in memories.versionquello scrittostessa modifica
Errore nel controllo del file systemv1stessa modifica

Resta valida anche l'impostazione memories.dual_write = false, che la modifica dichiara di preservare. Un profilo nuovo risulta pronto sulla v2 subito, mentre uno con la memoria precedente deve ancora rispettare i requisiti di consolidamento di prima.

Come funziona l'importazione delle memorie da altri agenti

L'importazione delle memorie da altri agenti scrive sempre nella memoria v2. La modifica che la estende alla v2, unita il 23 ottobre 2026, spiega che prima l'importazione scriveva solo nella v1 e quindi la v2 non riceveva nulla. Adesso le risorse selezionate finiscono in memories_v2, e la v1 viene aggiornata solo se è stata scelta o se esiste già una memoria precedente.

Dopo l'importazione parte il consolidamento, cioè la fase in cui Codex riordina le note importate, e viene accodato separatamente per ogni memoria aggiornata. Le note di rilascio aggiungono due correzioni vicine: una impedisce che un'importazione corra in parallelo con un consolidamento, e una introduce in forma sperimentale la lettura di un riassunto della memoria di un thread.

Cosa la release non dice

La release non dice da quali agenti si può importare, quali file vengano letti, come si avvia l'importazione e quali limiti abbia, e nemmeno le descrizioni delle modifiche lo spiegano. Non dice neppure in cosa la v2 sia diversa dalla v1. Dire che con Codex cambiare strumento diventa normale è quindi leggere più di quello che c'è: l'importazione esiste, il suo perimetro no.

Cosa fare prima di importare la memoria di un altro agente AI

Prima di importare la memoria di un altro agente AI conviene controllare quattro cose, tutte fattibili con quello che le note di rilascio dicono davvero.

  1. Guarda se il tuo profilo Codex ha già una directory memories: se c'è, resti sulla v1 anche dopo l'aggiornamento.
  2. Se vuoi una versione precisa, scrivila in memories.version invece di lasciare decidere al valore predefinito.
  3. Leggi le note che stai per importare e togli percorsi, nomi di clienti e correzioni vecchie che non vuoi più propagare.
  4. Dopo l'importazione fai una sessione di prova su un progetto piccolo e controlla se l'agente si comporta come ti aspetti, prima di usarlo su quello vero.

Leggere le note da importare è il controllo che pesa di più. Una memoria importata è testo scritto in un contesto che non c'è più, e l'agente nuovo la tratta come vera.

Perché la memoria dell'agente non è una fonte di verità

La memoria di un agente di coding è una comodità, non il posto dove tenere le regole del progetto. Su questo blog ho già preso la stessa posizione parlando della memoria di Claude Code: tutto quello che deve sopravvivere a un cambio di macchina o di strumento va scritto nel repository, dove si versiona e si legge. Le routine che pubblicano qui partono ogni mattina da un checkout appena clonato, quindi per loro nessuna memoria esiste e le regole stanno nel CLAUDE.md in radice e in .claude/skills/articolo/.

Non ho ancora provato la 0.165.0, e quello che leggi viene dalle note di rilascio e dalle due modifiche linkate. La mia lettura è che l'importazione risolva un problema vero, il costo di cambiare strumento, ma lo risolva copiando note che nessuno ha rivisto. Per le stesse ragioni vale la pena guardare come funziona la memoria di Kiro tra una sessione e l'altra e cosa mettere nella memoria di un agente AI.

Chi lavora in un team ha anche una seconda domanda: chi decide che cosa un agente può ricordare di tutti. È lo stesso confine dei permessi, di cui ho scritto per Codex CLI e i permessi dei thread ripresi, ed è il tema della pagina sugli agenti AI per le aziende.

Domande frequenti

Come si resta sulla memoria v1 di Codex?

Basta indicare la versione in modo esplicito. Dalle descrizioni delle modifiche pubblicate su GitHub risulta che un valore scritto in memories.version viene mantenuto, quindi il passaggio alla v2 per impostazione predefinita non lo sovrascrive. Vale solo per chi l'ha impostato prima: i profili senza una memoria precedente partono già dalla v2.

Un agente AI può portare la memoria da uno strumento a un altro?

Dipende dallo strumento. Codex ha aggiunto l'importazione di memorie da altri agenti, ma le note di rilascio non elencano quali agenti né quali file siano supportati. Il modo sicuro di spostare quello che un agente ha imparato resta scriverlo in un file del repository, che qualsiasi agente può leggere.

Cosa può finire in una memoria importata?

Tutto quello che l'altro agente aveva annotato: preferenze, comandi, correzioni, ma anche percorsi e nomi di progetti. L'importazione copia le risorse selezionate dentro la memoria nuova, quindi un dato che non dovevi più portarti dietro ricompare. Conviene leggere le note vecchie e togliere quello che non serve prima di importarle.

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