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Intelligenza artificiale per i contratti: cosa legge davvero e dove inventa

Di Marco Masut

L'intelligenza artificiale per i contratti è un modo di leggere documenti che avete già firmato o che state per firmare, non un modo di scriverli al posto vostro. La differenza sembra una sfumatura e invece decide se lo strumento vi fa recuperare ore oppure vi mette nei guai. Un modello che legge il contratto che gli avete dato lavora su un testo che ha davanti agli occhi. Lo stesso modello, se gli chiedete se una certa clausola sia valida in Italia, risponde a memoria, ed è esattamente lì che sbaglia.

Questa pagina è per chi in azienda i contratti li firma: forniture, locazioni, appalti, accordi di riservatezza, manutenzioni. Chi invece i contratti li redige di mestiere ha bisogno di altro, e lo trova in cosa fa l'intelligenza artificiale dentro uno studio legale.

Che cosa vi costa tempo sui contratti, e non è leggerli

Il tempo sui contratti in una PMI se ne va nel non sapere che cosa c'è scritto in quelli già firmati, non nel leggere quello nuovo. Il contratto nuovo lo leggete tutti, perché state per metterci una firma. Gli altri quaranta, o duecento, stanno in un raccoglitore, in una cartella condivisa e in due caselle di posta certificata, e nessuno li riapre finché non serve.

Poi serve, e succede sempre nello stesso modo. Il fornitore alza il canone e volete sapere se poteva farlo. Il capannone si rinnova da solo perché la disdetta andava mandata dodici mesi prima e ve ne accorgete a undici. Un cliente tira fuori una penale che nessuno in azienda ricordava di aver accettato.

Il problema non è il singolo contratto, è non sapere quanti ne avete

Quasi nessuna azienda fra i dieci e i duecento dipendenti ha un elenco completo dei contratti attivi con dentro le date. Lo si scopre quando arriva una due diligence, un rinnovo assicurativo o un cambio del responsabile acquisti. Costruire quell'elenco a mano è un lavoro da settimane, si fa una volta e poi lo si lascia invecchiare, ed è proprio il tipo di lavoro su cui un modello di linguaggio rende.

Le quattro cose che l'AI per contratti fa bene oggi

L'AI per contratti rende quando la domanda che le ponete riguarda il testo che le avete appena consegnato, e peggiora man mano che la domanda si allontana da quel testo. È il criterio unico da tenere in testa, e la tabella lo applica alle attività che capitano davvero in azienda.

Cosa chiedeteCome formulare la richiestaQuanto fidarsi
Estrarre le date"Riporta decorrenza, durata, preavviso di disdetta e la data entro cui va inviata"Alta, con un controllo a campione
Trovare una clausola"C'è una penale per ritardo? Riporta il testo esatto e il numero dell'articolo"Alta quando la trova, bassa quando dice che non c'è
Confrontare due versioni"Elenca che cosa è cambiato fra la bozza di giugno e questa"Alta, è il compito più solido dei quattro
Spiegare a chi non c'era"Riassumi questo contratto per il responsabile di produzione"Alta sul contenuto, mai sulle conseguenze

Perché chiedere il testo esatto cambia tutto

Chiedere la citazione testuale e il numero dell'articolo è l'accorgimento che rende verificabile tutto il resto. Una risposta che dice "sì, è prevista una penale" non si controlla se non rileggendo il contratto, e allora tanto valeva rileggerlo subito. Una risposta che dice "articolo 9, comma 2, e il testo è questo" si controlla in dieci secondi cercando quella stringa dentro il PDF. La stessa logica vale per qualunque documento aziendale, ed è il motivo per cui estrarre dati dai PDF è la parte che decide la riuscita di questi progetti.

Dove l'intelligenza artificiale sui contratti inventa davvero

L'intelligenza artificiale sui contratti inventa quando le chiedete il diritto invece del documento. Lo studio più citato su questo punto è "Large Legal Fictions" di Matthew Dahl, Varun Magesh, Mirac Suzgun e Daniel E. Ho, pubblicato nel 2024 sul Journal of Legal Analysis: posti davanti a domande dirette e verificabili su cause federali statunitensi, i modelli hanno risposto in modo allucinato fra il 58 per cento dei casi con ChatGPT 4 e l'88 per cento con Llama 2.

Quello studio misura il diritto statunitense e non i contratti italiani, e va preso per quello che dimostra: che cosa succede quando si chiede a un modello di ricordare una fonte invece di leggerla. È la stessa cosa che fate voi ogni volta che scrivete "questa clausola è legittima secondo la legge italiana" senza allegare nessuna norma.

La clausola che manca non lascia nessuna traccia

Il rischio serio non è la risposta sbagliata, è la clausola che il modello non segnala. Un errore in più si vede, perché andate a cercare l'articolo e non lo trovate. Una clausola saltata non produce niente da controllare: leggete un riassunto ordinato, vi sembra completo e la penale che non compare semplicemente non esiste, fino al giorno in cui esiste. Per questo il riassunto di un contratto non va mai usato come sostituto della lettura prima di una firma, ma solo come indice di quello che poi leggete.

La regola che uso su questo blog, applicata ai contratti

Sul repository di questo sito la regola di scrittura sta in un file dello skill degli articoli e non è negoziabile: un fatto che non compare dentro la fonte aperta non si scrive, nemmeno quando sembra ovvio. Applicata ai contratti diventa una richiesta sola da fare allo strumento, sempre la stessa: rispondi citando la riga del documento, e se la riga non c'è dimmi che non c'è invece di ricostruirla.

Da quali contratti conviene partire, senza comprare niente

Conviene partire dai venti contratti attivi di valore più alto, non da tutto l'archivio. Venti è il numero giusto perché si controllano in un pomeriggio e bastano a capire se il lavoro rende, e sono quasi sempre i venti che contengono le scadenze che vi costerebbero di più dimenticare.

I contratti che esistono solo come scansione vanno resi leggibili prima, e quel passaggio ha regole sue che stanno in come una macchina legge davvero una pagina scansionata. Il registro si costruisce poi con campi fissi, decisi prima e uguali per tutti: controparte, oggetto, decorrenza, durata, rinnovo automatico sì o no, giorni di preavviso, data limite per la disdetta, penali previste, foro competente. Per ogni campo chiedete il valore e il numero dell'articolo da cui esce. La prima volta si verificano tutti e venti sull'originale, non a campione: serve a misurare quanto sbaglia lo strumento sui vostri documenti, che è un numero vostro e non si può leggere da nessuna parte.

Le tre regole da fissare prima di caricare il primo contratto

I contratti contengono dati di persone e informazioni riservate di altre aziende, quindi le regole vanno scritte prima e non dopo. Nessun caricamento da profili personali o gratuiti, perché lì il testo può finire nell'addestramento. Verifica della clausola di riservatezza del contratto stesso prima di darlo a un fornitore esterno. Un posto solo dove i documenti vengono caricati, deciso in azienda e non lasciato alla buona volontà del singolo. Il quadro completo di che cosa succede ai documenti caricati sta in dove finiscono i dati aziendali dentro ChatGPT, e se la riservatezza è il vincolo principale la strada è tenere l'intelligenza artificiale dentro i vostri sistemi.

Quanto costa, e la voce che non entra nel preventivo

Il canone di un assistente generico è la voce piccola di questo conto, e su venti contratti la spesa di partenza è quella di un abbonamento mensile aziendale. La voce che non entra mai nel preventivo sono le ore di chi verifica: sono ore di una persona che il contratto lo sa leggere, e nel primo mese superano sempre il costo dello strumento. Chi vi vende un risparmio in percentuale senza aver visto i vostri contratti sta facendo una stima su dati che non ha, e su questo vale la pena essere diffidenti quanto lo si è con il software dei fornitori.

Il conto torna quando il registro viene tenuto aggiornato e qualcuno guarda le scadenze. Se resta un file compilato una volta, avete pagato per rifare a macchina un lavoro che già non facevate.

Domande frequenti

Serve il consenso della controparte per caricare un contratto su uno strumento di intelligenza artificiale?

Il consenso della controparte non è quasi mai il punto giuridico corretto da guardare per primo: lo è la clausola di riservatezza scritta dentro quel contratto, che spesso vieta di comunicare il contenuto a terzi senza autorizzazione. Un fornitore di software che riceve il documento è un terzo a tutti gli effetti. La verifica pratica è leggere l'articolo sulla riservatezza del contratto che state per caricare, prima di caricarlo, e conservare una nota di chi ha autorizzato cosa.

L'AI per contratti può sostituire il parere di un avvocato?

L'AI per contratti non sostituisce un parere legale e non va usata per deciderlo. Un modello di linguaggio è utile per sapere che cosa c'è scritto in un documento, per trovare una clausola e per confrontare due versioni, che sono attività di lettura. Stabilire se una clausola sia valida, opponibile o vessatoria è un giudizio, e resta di chi risponde professionalmente di quel giudizio.

Che differenza c'è fra usare un assistente generico e comprare un software di gestione contratti?

Un assistente generico legge un documento alla volta e non conserva niente fra una domanda e l'altra, quindi costa poco e va bene per capire se il lavoro rende. Un software di gestione contratti tiene un archivio, gestisce le scadenze e i permessi di chi può vedere cosa, e costa un canone per utente. La sequenza sensata è provare con l'assistente su venti contratti e comprare il software solo se il registro che ne esce viene davvero usato.

Come si controlla se un modello ha letto bene un contratto lungo?

Il controllo che funziona su un contratto lungo è chiedere sempre la citazione testuale e il numero dell'articolo insieme a ogni risposta, poi cercare quella stringa dentro il PDF. Se la stringa non si trova, la risposta è inventata e lo scoprite in dieci secondi. Sui documenti oltre le cinquanta pagine conviene anche porre la stessa domanda due volte in sessioni separate: due risposte diverse segnalano che il punto va letto da una persona.

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