In breve: se usi Claude solo per andare più veloce, lo stai usando al minimo. Felix Rieseberg di Anthropic propone quattro direzioni per chiedergli di più: velocità, altezza, profondità e ampiezza. Qui le spiego con esempi di lavoro quotidiano, e più sotto trovi quattro prompt per Claude pronti da copiare.
Usare Claude con ambizione vuol dire chiedergli un risultato più alto, più profondo o più ampio, non lo stesso lavoro in meno tempo. L'idea viene da Felix Rieseberg, Engineering Manager in Anthropic, dove guida l'ingegneria di Claude.ai, Cowork e Claude Code Desktop. Il 13 ottobre 2026 l'ha messa per iscritto in How to be more ambitious: A tutorial for humans with models. Vale la pena ascoltarlo perché costruisce i prodotti che usiamo, e racconta di scoprire ogni giorno cose fatte con Claude che non aveva nemmeno considerato.
Questa è la pagina del video: i prompt completi sono nella seconda parte, ognuno con un esempio già compilato.
Le quattro direzioni per usare Claude con più ambizione
Rieseberg divide l'ambizione in quattro tipi: velocità, altezza, profondità e ampiezza. Aggiungo il controllo esterno, che nel suo articolo sta dentro la profondità ma secondo me merita un posto a sé, perché è quello che rende affidabile tutto il resto.
Velocità: la più nota, la meno interessante
La velocità è fare lo stesso lavoro in meno tempo: la mail scritta in un minuto invece che in dieci, il riassunto della riunione già pronto. È il valore economico più evidente dell'intelligenza artificiale, e Rieseberg la liquida in una riga perché non richiede nessuna creatività. Il problema è che quasi tutti si fermano qui: chiedono a Claude le stesse cose di prima, solo più in fretta.
Altezza: chiedi il risultato, non il compito
L'altezza è salire di un livello: invece del singolo compito, dai a Claude il risultato che quel compito dovrebbe produrre. La domanda da farsi è quella di Rieseberg, «what's the goal beyond the goal?», cioè qual è l'obiettivo dopo l'obiettivo. Il suo esempio: all'inizio dell'anno scorso chiedeva a Claude di correggere i singoli crash delle app, poi ha cominciato a chiedergli di fare in modo che le app non andassero più in crash.
Lo stesso vale fuori dal software. «Scrivi il sollecito per la fattura scaduta» è un compito. «Fai in modo che i clienti paghino nei tempi senza che io debba rincorrerli» è un risultato, e lascia a Claude il lavoro di capire come: promemoria prima della scadenza, testi diversi per chi paga sempre in ritardo, l'elenco settimanale di chi chiamare.
Rieseberg aggiunge due avvertenze. L'altezza funziona quando c'è un risultato finale vero, meno nel lavoro creativo, e un buon segnale è che sull'argomento si faranno riunioni. Inoltre di solito chiede di cambiare un po' il modo di lavorare: per tenere le app senza crash ha dovuto prima dare a Claude accesso ai rapporti degli errori e ai computer su cui riprodurli.
Ampiezza: pensa con i verbi e metti insieme una squadra
L'ampiezza è guardare un lavoro con gli occhi di più mestieri, non solo di quello che il compito sembra richiedere. Rieseberg usa due tecniche.
La prima è sostituire i nomi con i verbi, un trucco che prende da The Art of Innovation di Tom Kelley e Jonathan Littman. Un report trimestrale non è «un documento»: è convincere persone impegnate di una storia di cause ed effetti e farle decidere in trenta minuti. Un preventivo, per fare un esempio nostro, non è «un PDF con i prezzi»: è far capire a un cliente con poco tempo perché conviene scegliere te, e portarlo a firmare. Con i verbi si vede subito quali competenze servono.
La seconda è mettere insieme una squadra: chi controlla i numeri, chi taglia il superfluo, chi cerca i punti deboli come farebbe l'ufficio acquisti del cliente. Qui c'è la trappola che Rieseberg segnala: Claude non deve interpretare un ruolo. «Sei un esperto di vendite» cambia il tono e lascia il lavoro com'era. Lui lo dice così: «Don't ask the model to write like a short seller, ask it to do what a short seller does», non chiedere di scrivere come chi scommette sul ribasso di un'azienda, chiedi di fare le ricerche che quella persona fa.
Profondità: lavora come il migliore del settore
La profondità serve quando vuoi un lavoro fatto davvero bene: Claude deve usare gli strumenti, i metodi e i dati dei migliori professionisti del campo. Rieseberg nota che, se gli si chiede di comportarsi da professionista, il modello spesso cambia vocabolario ma non metodo.
In pratica vuol dire tre cose. Partire dai dati grezzi e non dai riassunti: l'estrazione delle vendite, non la slide dell'anno scorso. Mettere in discussione quello che si dà per scontato, chiedendo a Claude di verificarlo sui dati: se in azienda si pensa di perdere clienti per il prezzo, che lo dimostri sulle disdette vere. E fissare obiettivi quasi irragionevoli. L'esempio è suo: se il sito si carica in 10 secondi, non chiedere 5 secondi, chiedi 200 millisecondi, e se il modello lo giudica impossibile ribadisci che si può fare e che deve continuare.
Il controllo esterno: Claude non giudica sé stesso
L'ultima regola è la più semplice e la più ignorata. Rieseberg la scrive senza giri di parole, «Do not ask the model to judge itself»: non chiedere al modello di giudicare il proprio lavoro. Pensa che un giorno non servirà più, ma a ottobre 2026 insiste su una verifica fuori dal modello: dati, una prova, uno strumento, una persona.
Su questo sito funziona così. Gli articoli scritti dalle routine automatiche non escono perché Claude li trova buoni: prima passano da un controllo automatico che conta parole, date e collegamenti, e dalla verifica che il sito si costruisca senza errori. Se uno dei due non passa, l'articolo non esce. Nel tuo lavoro il controllo esterno può essere più semplice: il totale che torna con il gestionale, un collega che legge il preventivo prima dell'invio.
I prompt per Claude pronti da copiare
Sono tre prompt, uno per direzione, più quello di verifica. Funzionano in qualsiasi chat con Claude e anche con altri assistenti. Per ognuno trovi quando usarlo e un esempio già compilato.
Prompt 1, il risultato
Quando usarlo: ogni volta che stai per chiedere a Claude un compito che si ripete, o che è solo un pezzo di qualcosa di più grande.
L'obiettivo vero non è [compito]. È [risultato finale]. Progetta tu il modo migliore per arrivarci e dimmi cosa ti serve da me.
Esempio compilato:
L'obiettivo vero non è scrivere il sollecito per la fattura scaduta di questo cliente. È che i clienti paghino entro i termini senza che io debba rincorrerli. Progetta tu il modo migliore per arrivarci e dimmi cosa ti serve da me.
Prompt 2, la squadra
Quando usarlo: prima di mandare qualcosa che conta, come un preventivo, un report o una proposta.
Lavora come una squadra, un passaggio alla volta: prima controlla dati e numeri, poi taglia tutto il superfluo, poi cerca ogni punto debole come se volessi smontarlo. Non interpretare personaggi, fai il lavoro che farebbe ognuno.
Esempio compilato:
Ti incollo il preventivo per il rinnovo annuale di un contratto di assistenza. Lavora come una squadra, un passaggio alla volta: prima controlla dati e numeri, poi taglia tutto il superfluo, poi cerca ogni punto debole come se fossi l'ufficio acquisti del cliente e volessi smontarlo. Non interpretare personaggi, fai il lavoro che farebbe ognuno.
Prompt 3, la profondità
Quando usarlo: quando hai già una prima versione e la vuoi fatta come la farebbe il migliore del settore. È un adattamento del prompt che Rieseberg dice di usare spesso.
Voglio una versione più profonda di questo lavoro, non più grande. Prima di rifarlo dimmi: cosa farebbe il miglior professionista del settore che io non ti sto chiedendo? Da quali dati grezzi partirebbe? Quali strumenti userebbe? E cosa, a parte te, dimostrerebbe che il risultato è giusto?
Esempio compilato:
Questa è l'analisi che mi hai fatto sul calo delle vendite del terzo trimestre. Voglio una versione più profonda di questo lavoro, non più grande. Prima di rifarlo dimmi: cosa farebbe il miglior professionista del settore che io non ti sto chiedendo? Da quali dati grezzi partirebbe? Quali strumenti userebbe? E cosa, a parte te, dimostrerebbe che il risultato è giusto?
Bonus, la verifica
Quando usarlo: alla fine di qualsiasi lavoro importante, prima di fidarti del risultato.
Non dirmi se il lavoro è buono. Dimmi come posso verificarlo senza fidarmi di te: quali dati, test o controlli userei.
Esempio compilato:
Mi hai preparato la previsione degli incassi dei prossimi tre mesi. Non dirmi se è buona. Dimmi come posso verificarla senza fidarmi di te: quali dati, test o controlli userei.
Da fare oggi
Prendi l'ultimo compito che hai dato a Claude e riscrivilo con il prompt 1: al posto del compito metti il risultato che volevi davvero ottenere. Se la risposta cambia, hai visto la differenza fra usare Claude per andare più veloce e usarlo per arrivare più in alto.
L'articolo originale è How to be more ambitious, sul blog di Felix Rieseberg. Se vuoi capire meglio come si scrive un prompt in generale, parti da cos'è il prompt engineering e cosa funziona davvero. Se vuoi portare questo modo di lavorare nel tuo team, c'è la formazione sull'intelligenza artificiale per le aziende.
Leggi l'articolo di Felix Rieseberg →
Domande frequenti
Questi prompt funzionano anche con ChatGPT o Gemini?
Sì. Felix Rieseberg scrive di usare soprattutto Claude, ma precisa che i suoi consigli non dipendono dal modello. I prompt di questa pagina sono testo e funzionano con qualsiasi assistente: cambia la qualità delle risposte, non il metodo.
Perché non basta scrivere a Claude «sei un esperto»?
Perché un ruolo cambia il tono, non il lavoro. Secondo Rieseberg, quando si chiede a un modello di comportarsi da professionista, spesso cambia il vocabolario ma non il metodo. Funziona meglio chiedere le azioni di quel mestiere: controllare i numeri, partire dai dati grezzi, cercare i punti deboli.
Claude può controllare da solo se il suo lavoro è corretto?
Non abbastanza da fidarsi. Rieseberg chiede di non far giudicare al modello il proprio lavoro e di usare una verifica esterna: dati, una prova, uno strumento o una persona. Il prompt di verifica di questa pagina serve a farsi indicare quale.
Cosa serve a Claude per lavorare a questo livello?
Serve accesso ai dati veri. Rieseberg scrive che questo modo di lavorare richiede che il modello possa usare un computer e raggiungere le informazioni necessarie, per esempio con i connettori. Per chi non è tecnico vuol dire collegare a Claude file, posta o gestionale, oppure incollargli i dati grezzi invece dei riassunti.