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Prezzi delle API DeepSeek: la fascia cara è la mattina italiana

Di Marco Masut · aggiornato il

I prezzi delle API di DeepSeek sono divisi in due fasce orarie: una peak e una off-peak, con l'off-peak fissata esattamente a metà della peak. È una struttura nuova, in vigore dal 16 agosto 2026, e sostituisce la tariffa piatta con cui DeepSeek si era fatta conoscere.

La pagina ufficiale dei prezzi di DeepSeek lo scrive senza giri di parole: "Off-peak rates are half of the peak rates. Peak hours are 01:00 - 04:00 and 06:00 - 10:00 UTC". Il salto rispetto a prima non è piccolo. Secondo quanto riportato da Engadget, l'output di deepseek-v4-pro costava 0,87 dollari per milione di token a tariffa unica: oggi lo stesso milione di token in uscita costa 3,96 dollari in fascia peak, circa quattro volte e mezzo tanto, e 1,98 in off-peak. Su deepseek-v4-flash si passa da 0,28 dollari a 1,32 in peak e 0,66 in off-peak. L'azienda, sempre secondo Engadget, ha spiegato il cambio con la volontà di allocare le risorse in modo più ragionevole.

Prezzi delle API DeepSeek: quanto costano oggi, voce per voce

Il listino pubblicato da DeepSeek è questo, in dollari per milione di token.

Vocedeepseek-v4-flashdeepseek-v4-pro
Input, cache hit, off-peak0,0070,022
Input, cache hit, peak0,0140,044
Input, cache miss, off-peak0,220,66
Input, cache miss, peak0,441,32
Output, off-peak0,661,98
Output, peak1,323,96

Due numeri di quella tabella contano più degli altri per chi costruisce. Il primo è il rapporto fra cache hit e cache miss in input: su deepseek-v4-flash off-peak sono 0,007 dollari contro 0,22, poco più di trenta volte. Il secondo è che la differenza fra le due fasce è un fattore due secco su ogni singola voce, quindi non c'è nessuna riga del listino su cui l'orario non pesi.

Resta vero che DeepSeek costa comunque poco rispetto ai fornitori occidentali, e chi la usa per questo motivo continuerà ad avere ragione sul confronto. Cambia un'altra cosa, ed è quella che conta: il prezzo di un fornitore che sembrava una costante si è rivelato una variabile, e si è mosso verso l'alto.

Quando scatta la fascia peak, in ora italiana

Le due finestre peak dichiarate da DeepSeek sono 01:00-04:00 e 06:00-10:00 UTC, e vanno convertite prima di poterci fare qualcosa. In ora legale italiana, cioè da fine marzo a fine ottobre, diventano le 03:00-06:00 e le 08:00-12:00. In ora solare diventano le 02:00-05:00 e le 07:00-11:00.

La fascia peak diurna di DeepSeek, dalle 08:00 a mezzogiorno in ora legale italiana, coincide con la mattina lavorativa di chiunque sviluppi dall'Italia, ed è esattamente la fascia in cui un agente di coding lavora di più. Chi apre il terminale alle nove e chiude a mezzogiorno passa tre ore su tre in tariffa piena, senza aver fatto nessuna scelta al riguardo.

La fascia peak notturna di DeepSeek, dalle 03:00 alle 06:00 italiane, colpisce invece i lavori schedulati. Una routine che parte alle 03:30 perché "tanto di notte non c'è nessuno" adesso sta dentro la fascia cara, mentre le 13:00 di un pomeriggio qualsiasi sono off-peak. L'intuizione che di notte costi meno, vera per l'energia elettrica e per i cloud tradizionali, qui è rovesciata.

Meglio l'intelligenza artificiale in cloud o in locale, adesso che il prezzo si muove

La differenza fra intelligenza artificiale in cloud e in locale non è tecnica, è di tipo di rischio. In cloud si paga a consumo e il prezzo lo decide qualcun altro, in locale si paga l'hardware una volta e il costo per chiamata tende a zero, ma se ne assume la manutenzione. Il rincaro di DeepSeek non dice che una delle due sia la scelta giusta, dice che la prima ha una variabile in più di quante ne avesse un anno fa.

Chi ha una spesa mensile a tre cifre non deve fare niente. Il calcolo cambia più su quando il consumo diventa costante e prevedibile, che è la stessa logica per cui conviene tenere dentro l'azienda la trascrizione delle riunioni invece di pagarla al minuto.

La lezione che vale al di là di DeepSeek

Un fornitore di modelli può moltiplicare per quattro il proprio listino da un giorno all'altro, e non è un comportamento scorretto: è il normale funzionamento di un mercato che finora ha fatto sconti. Quattro giorni fa, scrivendo dell'agent harness open source pubblicato da DeepSeek, la mia posizione era che il progetto meritasse un pomeriggio di prova e non una pipeline di produzione. Il ragionamento sul prezzo è lo stesso: un vantaggio che dipende da una decisione di qualcun altro non è un'architettura, è una condizione temporanea.

Cosa fare adesso se ci hai costruito sopra

Le cose utili da fare sono quattro, e nessuna richiede di cambiare fornitore.

  1. Guardare a che ora partono i job schedulati e convertirli in UTC. La routine che scrive questo blog, per esempio, è documentata in automazione-blog/cloud-agent/README_CLOUD.md con la raccomandazione di usare un orario non tondo tipo le 8:57: quelle sono le 06:57 UTC, cioè il primo minuto della fascia peak. Quel numero era stato scelto per non affollare un'ora tonda, non per il prezzo, e adesso è anche una decisione di costo.
  2. Spostare fuori dalle finestre tutto quello che non ha un umano che aspetta la risposta. Riassunti, classificazioni, indicizzazioni notturne e valutazioni in batch stanno benissimo alle 13:00.
  3. Misurare la quota di cache hit prima di ottimizzare altro. Con trenta volte di differenza fra le due voci di input, tenere stabile la testa dei prompt vale più di qualsiasi altra micro-ottimizzazione, e si combina con le tecniche per ridurre i token di un agente di coding.
  4. Togliere il nome del fornitore dal codice. Base URL e nome del modello vanno in configurazione, non dentro le chiamate: è la differenza fra cambiare fornitore in mezz'ora e riaprire venti file.

Dove la leva non c'è, e conviene ammetterlo

Sul lavoro interattivo con un agente non c'è molto da fare, ed è giusto dirlo invece di far finta del contrario: nessuno sposta la propria giornata lavorativa per dimezzare una bolletta di API. La leva sta tutta nei lavori automatici, che sono anche quelli che crescono di più quando un'azienda comincia a far girare un agente di coding in automatico su più processi.

Quello che resta è una questione di contabilità onesta. Se il conto di un progetto reggeva solo grazie a 0,87 dollari per milione di token in uscita, quel conto va rifatto oggi con 3,96, non con la media fra i due. Il consumo delle API resta comunque una sola delle voci di un preventivo: le altre due, l'abbonamento allo strumento di sviluppo e l'hosting, stanno in fila con i listini pubblici nell'articolo su quanto costa sviluppare un software con l'intelligenza artificiale. Rifare il conto prima di aggiungere il prossimo agente costa mezz'ora, rifarlo dopo costa una riprogettazione: è il tipo di verifica che dovrebbe precedere la costruzione di un agente AI su misura e che nella pratica quasi nessuno fa.

Domande frequenti

Le fasce orarie valgono anche per un modello fatto girare sul proprio hardware?

No. Le fasce peak e off-peak sono una regola di fatturazione della piattaforma API di DeepSeek e riguardano solo le chiamate ai suoi server. Un modello a pesi aperti installato su hardware proprio non ha nessun prezzo per token: il costo è la macchina, l'energia e il tempo di chi la mantiene. Sono due strutture di spesa opposte, una interamente variabile e una quasi tutta fissa.

Qual è la finestra di contesto dei modelli DeepSeek V4?

La pagina dei prezzi di DeepSeek indica una finestra di contesto di 1 milione di token sia per deepseek-v4-flash sia per deepseek-v4-pro, con un massimo di 384.000 token in uscita. La finestra è la stessa per i due modelli: quello che cambia fra loro è il prezzo per milione di token, circa tre volte più alto su v4-pro.

Cosa vuol dire cache hit in un listino di API per modelli di linguaggio?

Cache hit indica la porzione di prompt che il fornitore ha già elaborato in una chiamata precedente e può riutilizzare senza rifare il lavoro, mentre cache miss è la porzione che deve elaborare da zero. Quasi tutti i fornitori le fatturano a prezzi diversi e la prima costa una frazione della seconda. In pratica premia chi tiene identica la parte iniziale dei propri prompt fra una chiamata e l'altra, invece di ricostruirla ogni volta.

Un cambio di prezzo delle API va comunicato in anticipo ai clienti?

La pagina dei prezzi di DeepSeek si riserva esplicitamente il contrario: avverte che i prezzi dei prodotti possono variare, che DeepSeek si riserva il diritto di modificarli, e invita a controllare regolarmente quella pagina per avere il listino aggiornato. Per chi costruisce, la conseguenza pratica è che il costo per token va trattato come un dato da rileggere periodicamente e non come una costante scritta una volta nel foglio di calcolo.

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