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Intelligenza artificiale per gli ingegneri: cosa può scrivere e cosa non deve calcolare

Di Marco Masut

L'intelligenza artificiale per gli ingegneri è uno strumento per scrivere e per leggere documenti, non per calcolare. Serve a produrre la prima stesura di una relazione, a tirare fuori i requisiti da un capitolato di duecento pagine e a rimettere in ordine gli appunti presi in cantiere. L'AI per ingegneri non dimensiona una trave, non verifica una portata e non firma niente.

La distinzione sembra ovvia scritta così, e invece è il punto in cui quasi tutti sbagliano l'acquisto. Uno studio sente parlare di intelligenza artificiale e pensa al calcolo, perché il calcolo è la cosa che fa. Poi prova a chiedere un dimensionamento a un assistente, ottiene una risposta scritta bene e sbagliata, e ne conclude che la tecnologia non è pronta. La conclusione è giusta sul calcolo e completamente sbagliata su tutto il resto della giornata.

Uno studio da sei persone, o una società di ingegneria da quaranta, non ha un reparto informatico. Ha un software di calcolo comprato anni fa, le scadenze di una gara da rispettare e qualcuno che alle otto di sera sta ancora impaginando un fascicolo. Il tema riguarda anche chi progetta edifici invece di impianti, e per quello ho tenuto una pagina sua sull'intelligenza artificiale negli studi di architettura.

L'AI per ingegneri non serve dove se lo aspetta uno studio: le ore stanno nei documenti

Le ore di uno studio di ingegneria se ne vanno nei documenti che accompagnano il calcolo, non nel calcolo. Il calcolo è la parte per cui lo studio esiste, è quella che il cliente paga e nessuno vorrebbe accorciarla. Intorno però è cresciuto uno strato di carta che nessuno ha mai misurato, e che cresce a ogni norma nuova.

Una commessa strutturale si porta dietro la relazione tecnica generale, la relazione di calcolo, quella sui materiali, quella geotecnica e il piano di manutenzione dell'opera. Una commessa impiantistica aggiunge le dichiarazioni di conformità, le pratiche verso gli enti e le schede tecniche dei componenti. Se in studio c'è anche il coordinamento della sicurezza, arrivano il piano di sicurezza e coordinamento, la revisione dei piani operativi delle imprese e il fascicolo dell'opera.

Gli stessi dati riscritti in otto moduli diversi

Gli stessi dati riscritti più volte sono la voce di costo più grande e la meno visibile. Il nome del committente, i dati catastali, l'indirizzo del cantiere e l'oggetto dell'intervento compaiono nella relazione, nella modulistica dell'ente, nella copertina del fascicolo, nel verbale e nella fattura, ogni volta in un formato diverso.

Nessuno lo mette a preventivo perché non è tempo tecnico, ed è esattamente per questo che non viene mai ottimizzato. Il lavoro di trasferimento di dati già scritti è quello dove una macchina lavora meglio di una persona, perché non si distrae alla sesta ripetizione.

Le quattro cose che l'intelligenza artificiale fa bene su una commessa

L'intelligenza artificiale regge bene su quattro attività di uno studio tecnico, e hanno tutte la stessa forma: producono un testo o una tabella che una persona rilegge in due minuti invece di scriverla da zero. La prima stesura dei testi ricorrenti, la lettura mirata dei capitolati e dei disciplinari, la trasformazione degli appunti di sopralluogo in verbale e la traduzione della documentazione tecnica.

Attività dello studioSi può far preparareChi controlla prima che esca
Prima stesura della relazione generale e delle premesseSì, come bozzaL'ingegnere che firma
Requisiti, elaborati richiesti e scadenze estratti da un disciplinareChi segue la gara
Appunti di sopralluogo trasformati in verbale ordinatoSì, come bozzaChi era in cantiere
Traduzione di manuali e schede tecnicheSì, come bozzaIl tecnico di riferimento
Dimensionamenti e verificheNoRestano nel software di calcolo
Valori di targa e dati da tabelle di normaNoRestano copiati dalla fonte
Prezzi delle voci di computoNoRestano copiati dal prezzario

Un capitolato si legge meglio a domande che con l'evidenziatore

Un capitolato speciale d'appalto si legge meglio ponendogli domande precise che scorrendolo per intero. Quali requisiti di partecipazione chiede, quali elaborati vuole, in che formato, entro quando, quali penali prevede. È lettura e non generazione, ed è il caso con il rischio più basso di tutti, perché ogni risposta si controlla sul punto esatto del documento.

La difficoltà vera sta prima e riguarda il file. Un PDF impaginato su due colonne o una scansione storta producono estrazioni sbagliate, e il problema l'ho smontato in come si estraggono i dati dai PDF aziendali.

I numeri, le norme e la firma: quello che deve restare fuori

I numeri e i riferimenti normativi sono la cosa che un modello linguistico non deve produrre in uno studio tecnico. Un modello di linguaggio genera la sequenza di parole più plausibile, e un numero plausibile è indistinguibile da un numero giusto finché qualcuno non lo verifica. Su una relazione di calcolo la verifica costa quanto rifare il lavoro, quindi il guadagno sparisce.

Vale in modo particolare per le citazioni di norma. Un riferimento a un paragrafo che suona corretto e non esiste è il tipo di errore che passa una rilettura veloce, perché ha la forma giusta. I riferimenti normativi si copiano dal testo vigente, sempre, come si fa con i prezzi di un computo.

La firma è la ragione per cui il discorso su questi strumenti finisce qui e non altrove. La responsabilità di un elaborato è del tecnico abilitato che lo sottoscrive, esattamente come quando l'errore lo commette un collaboratore. Nessuna norma italiana distingue un testo sbagliato scritto a mano da uno prodotto da uno strumento che lo studio ha scelto di usare.

Il fascicolo tecnico di una macchina ha una scadenza vera

Il fascicolo tecnico di una macchina cambia il 20 gennaio 2027, ed è una data che riguarda gli studi che seguono la marcatura CE per conto di aziende manifatturiere. Da quel giorno il regolamento macchine (UE) 2023/1230 si applica in via obbligatoria, come indica la Commissione europea sulla propria pagina dedicata, e prende il posto della direttiva con cui si è lavorato fino a oggi.

Vuol dire che una parte della documentazione tecnica va rifatta, non ritoccata. È il caso in cui uno strumento di scrittura aiuta davvero, perché il lavoro è riorganizzare testo esistente in una struttura nuova. Il contenuto tecnico resta però una responsabilità del fabbricante e di chi lo assiste, e non si delega a nessuno strumento.

Il primo mese, senza reparto informatico e senza rifare niente

Il primo mese si spende su un documento solo, scelto contando quante volte lo studio lo ha prodotto nell'ultimo anno. Non serve una piattaforma e non serve toccare il software di calcolo: serve prendere il tipo di elaborato più frequente, isolare le parti che sono sempre uguali da quelle che cambiano a ogni commessa, e far preparare solo le prime a partire dai dati della pratica.

La regola da scrivere il primo giorno è una sola, e va scritta prima di comprare qualsiasi cosa: niente esce dallo studio senza che l'abbia letto per intero la persona che lo firma. Il modo di tradurla in permessi concreti sugli strumenti sta in quali permessi dare all'AI in azienda.

Che cifra mettere a bilancio, e cosa guardare prima di firmare

La spesa di partenza è quella di qualche abbonamento mensile per persona, ed è l'ordine di grandezza di un software gestionale piccolo, non di una commessa. Il conto cambia quando si passa da un assistente che risponde a qualcosa che lavora da solo su più documenti, e su come si conta quella differenza ho messo i numeri in quanto costa un agente AI in azienda.

Chi progetta impianti o macchine per l'industria ha spesso il problema più a monte, cioè il ciclo che va dalla richiesta del cliente all'offerta, e su quello ho una pagina dedicata all'intelligenza artificiale nelle aziende manifatturiere.

La parte che scrive vale sempre meno, la firma vale uguale

La prima stesura di un documento tecnico sta diventando la parte a buon mercato del lavoro di uno studio. Quello che il cliente paga si sposta sul giudizio di chi la corregge e sulla responsabilità di chi la sottoscrive, e nessuno strumento assorbe quelle due cose. Ne avevo scritto per il software in perché il codice è diventato una commodity, e per un ufficio tecnico la dinamica è la stessa.

Questo blog lo pubblica una routine automatica, e nel repository c'è un file, .claude/skills/articolo/SKILL.md, che le dice cosa non può fare. La prima riga di quell'elenco stabilisce che ogni numero, data e nome deve venire da una fonte aperta davvero, e se un controllo fallisce l'articolo non esce. Quel testo porta il mio nome, e la responsabilità resta mia anche quando la prima stesura l'ha fatta una macchina. Un ingegnere che firma sta nella stessa posizione, con in più il fatto che a lui la firma la chiede la legge.

L'impresa che poi esegue i lavori ha un problema diverso, fatto di preventivi da capitolato e rapportini, e sta in intelligenza artificiale per l'edilizia, dal preventivo al cantiere.

Uno studio che nel primo mese si limita a togliere una riscrittura ripetuta ha già fatto la cosa giusta. Chi parte dal calcolo, invece, torna indietro convinto che non funzioni niente.

Domande frequenti

L'AI per ingegneri serve anche a chi sta nell'ufficio tecnico di un'azienda e non in uno studio?

Serve, e spesso rende di più. Un ufficio tecnico interno produce gli stessi documenti ripetitivi di uno studio, con in più le offerte su distinta base e le risposte tecniche ai clienti, e ha il vantaggio di lavorare sempre sugli stessi prodotti. Quando le richieste in ingresso hanno una forma ricorrente, la parte automatizzabile è più grande che in uno studio che cambia committente a ogni commessa.

Un modello di intelligenza artificiale può rileggere una relazione di calcolo già fatta e trovarci gli errori?

Può segnalare incoerenze fra testo e tabelle, riferimenti a paragrafi che non esistono e valori citati in modo diverso in due punti del documento. Non verifica il calcolo, perché non lo rifà: confronta quello che il documento dice di se stesso. È un controllo di redazione, utile prima della revisione vera e non al posto di quella.

Il committente può vietare per contratto l'uso dell'intelligenza artificiale su una commessa?

Può farlo, ed è una clausola che si sta vedendo sempre più spesso nei contratti con committenti grandi e nelle gare. Di solito non vieta ogni uso ma il caricamento di documenti riservati su servizi esterni, che è una cosa diversa. Conviene leggere quel punto prima di iniziare la commessa e non dopo, perché cambia lo strumento che si può usare.

Conviene un solo strumento per tutto lo studio oppure uno diverso per ogni attività?

Conviene partire da uno solo, per una ragione pratica: due strumenti raddoppiano gli abbonamenti, le password e le regole da spiegare a chi entra in studio, e nel primo periodo nessuno sa ancora quali attività reggeranno. Lo strumento specializzato ha senso quando una singola attività ha un volume alto e misurato, non prima.

Le tavole e i modelli BIM si possono dare in pasto a uno strumento di intelligenza artificiale?

I disegni e i modelli tridimensionali non sono il terreno di questi strumenti, che lavorano su testo e tabelle. Quello che funziona è il contrario: partire dagli elenchi e dagli abachi esportati dal modello, che sono già tabelle, e farci sopra riepiloghi e controlli di completezza. Le funzioni di verifica dentro i software di progettazione restano un'altra cosa.

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