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Compattazione automatica di Claude Code: cosa fa a una sessione lasciata ferma e come si regola

Di Marco Masut

La compattazione automatica di Claude Code è il riassunto che lo strumento fa da solo di una conversazione molto lunga, lasciata ferma, prima che scada la cache del prompt. Il changelog ufficiale di Claude Code alla versione 2.1.299 del 14 ottobre 2026 la descrive così: una conversazione da 200.000 token o più, rimasta inattiva per circa 54 minuti, viene compattata prima della scadenza della cache di un'ora, così che il messaggio successivo non debba rielaborare tutto.

Il fatto del giorno è piccolo, ma la domanda che nasconde riguarda chiunque lavori con un agente di coding: quanto costa tornare a una sessione dopo una pausa, e che cosa si perde per evitarlo. Qui sotto trovi il meccanismo, le due impostazioni per regolarlo e cosa conviene scrivere su file prima di alzarti dalla scrivania.

Perché una sessione lasciata ferma costa di più al ritorno

Una sessione di Claude Code ferma da oltre un'ora costa di più al primo messaggio perché la cache del prompt è scaduta e tutta la conversazione va rielaborata a prezzo pieno. La cache del prompt è la copia, tenuta dal fornitore del modello, della parte iniziale di una richiesta che non cambia da un turno all'altro. Finché è viva, ogni messaggio paga quella parte a una frazione del prezzo di input. Come mostro nella tabella dei prezzi di cache e input dell'articolo sull'aggiornamento del modello di un agente, la differenza fra lettura dalla cache e input normale è di un ordine di grandezza.

Il changelog parla di una cache di un'ora. Quando una conversazione ha 200.000 token alle spalle e la cache è scaduta, il messaggio successivo rimanda tutto il pregresso al modello come input nuovo. Chi è andato a pranzo e torna con una sessione lunga paga quel conto una volta, in un solo colpo, per riprendere il lavoro.

Cosa fa la compattazione automatica di Claude Code dopo la pausa

La compattazione dopo la pausa riassume la conversazione mentre la cache è ancora valida, così il messaggio al ritorno parte da un testo molto più corto. Non scatta sempre: servono due condizioni insieme, indicate nel changelog. La conversazione deve avere almeno 200.000 token e deve essere rimasta ferma per circa 54 minuti, cioè poco prima che la cache di un'ora si esaurisca.

Il risultato è uno scambio che il changelog non nasconde: si paga un riassunto invece di rielaborare l'intero storico, e si accetta di perdere il testo originale. Per una sessione in cui l'agente ha letto decine di file e prodotto lunghi output intermedi, quasi tutto quel materiale è comunque rumore. Per una sessione in cui un dettaglio preciso, un messaggio d'errore o una decisione presa venti turni fa conta ancora, il riassunto è una perdita vera.

Le impostazioni per regolarla

Le impostazioni per regolare la compattazione di Claude Code sono due, entrambe documentate nel changelog ufficiale e disponibili dalla versione 2.1.290, uscita il 5 ottobre 2026.

ImpostazioneDove si scriveCosa fa
"idleCompaction": falsesettings.jsonSpegne la compattazione dopo la pausa
CLAUDE_CODE_IDLE_COMPACT_MIN_TOKENSvariabile d'ambienteCambia la soglia minima, che di base è 200.000 token

Per cambiare la soglia basta una riga nel terminale prima di lanciare claude. Il valore qui sotto è solo un esempio, non un consiglio ufficiale:

export CLAUDE_CODE_IDLE_COMPACT_MIN_TOKENS=120000
claude

Per spegnere del tutto la funzione, in settings.json si aggiunge "idleCompaction": false. Se la versione installata è più vecchia della 2.1.290, nessuna delle due ha effetto.

Cosa conviene scrivere su file prima di una pausa lunga

Prima di una pausa lunga conviene scrivere su file le decisioni che devono sopravvivere, perché dopo una compattazione l'agente ricorda il riassunto e non il testo originale. Lo stesso changelog della 2.1.299 lascia due indizi. Una correzione sul ritrovare un subagent per nome con SendMessage precisa che i nomi dati prima dell'ultima compattazione richiedono ancora l'ID dell'agente. Una nota su /reload-skills dice che il comando rimanda a Claude l'elenco completo delle skill ed è il modo per riaverle dopo una compattazione.

La regola pratica che ne ricavo è questa: tutto quello che l'agente deve sapere domani sta in un file che il progetto rilegge da solo, non nella conversazione. Come spiego in come funziona la memoria di Claude Code e nelle quattro regole da mettere in CLAUDE.md, è lì che le istruzioni durano. Una nota di tre righe con lo stato del lavoro, scritta prima di chiudere, vale più di qualunque riassunto automatico.

Il mio parere: lasciala accesa, ma non fidarti del riassunto

La compattazione dopo la pausa è un buon default e la lascerei accesa, a una condizione: che nessuna informazione critica viva solo nella conversazione. Lo scambio ha senso perché il costo che evita è reale e il costo che introduce, il riassunto, si può azzerare scrivendo su file ciò che conta. Chi invece lavora in sessioni lunghe dove ogni dettaglio testuale è importante, per esempio una migrazione guidata passo passo, ha un motivo valido per spegnerla con "idleCompaction": false.

Sul sito la differenza si vede bene. Le pagine di attualità di questo blog le scrive una routine automatica che a ogni esecuzione carica i tre file di regole in .claude/skills/articolo/ e l'archivio data/seo/volumi-keyword.json, 3.589 righe ferme al primo agosto 2026. È una sessione che nasce, lavora e finisce nel giro di una mattina, quindi la pausa di 54 minuti non la riguarda. La regola cambia per chi tiene aperta la stessa sessione per tutto il giorno.

Se vuoi capire da dove arrivano i token che pesano nella tua giornata, ridurre i token di un agente di coding è il passo precedente a questa regolazione. Se invece parti da zero, trovi le basi in cos'è Claude Code e nella guida a come configurare Claude Code.

Altri due strumenti della stessa versione per tenere sotto controllo i token

La stessa versione 2.1.299 aggiunge altri due strumenti pensati per contenere il consumo, entrambi elencati nel changelog ufficiale. Il comando /usage ora avvisa quando la sessione usa lo sforzo massimo, i workflow, un contesto sempre attivo o risultati molto grandi degli strumenti. La variabile CLAUDE_CODE_DISABLE_FILE_MENTIONS fa sì che le menzioni di file con la chiocciola passino a Claude come percorsi da leggere con i suoi strumenti e non come contenuto incollato.

CLAUDE_CODE_DISABLE_FILE_MENTIONS ha un effetto diretto sul peso di una conversazione lunga, perché un file incollato per intero resta nel contesto per tutti i turni successivi. Un percorso pesa poche righe e il file si rilegge solo quando serve. Anche qui lo scambio è netto: si perde la comodità del contenuto già presente, si guadagna una conversazione che sale più lentamente verso la soglia dei 200.000 token da cui parte la compattazione.

Domande frequenti

Cos'è Claude Code?

Claude Code è l'agente di coding di Anthropic che gira nel terminale, legge il codice di un progetto, esegue comandi e modifica file su richiesta. Lavora dentro una conversazione che cresce a ogni passaggio, ed è per questo che la gestione del contesto e della cache pesa sul costo di una giornata di lavoro.

La compattazione automatica si può spegnere in Claude Code?

Sì. Nel file settings.json si scrive "idleCompaction": false e la compattazione dopo la pausa non parte più. Il changelog ufficiale precisa che l'impostazione richiede la versione 2.1.290 o successiva.

Come si abbassa la soglia dei 200.000 token?

Si imposta la variabile d'ambiente CLAUDE_CODE_IDLE_COMPACT_MIN_TOKENS con il numero minimo di token da cui la compattazione deve scattare. Un valore più basso fa compattare anche conversazioni più corte, uno più alto le lascia intatte più a lungo.

Che differenza c'è fra /compact e la compattazione automatica?

Il comando /compact lo lancia chi lavora, quando decide che la conversazione va riassunta. La compattazione dopo la pausa, introdotta nel changelog del 14 ottobre 2026, parte da sola solo se la conversazione supera la soglia ed è rimasta ferma circa 54 minuti.

Dopo la compattazione l'agente ricorda tutto quello che gli avevo detto?

No, ricorda il riassunto, non il testo originale. Il changelog segnala per esempio che i nomi dati ai subagent prima dell'ultima compattazione non bastano più per ritrovarli e serve l'ID dell'agente. Quello che deve sopravvivere va scritto in un file del progetto.

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