Provincia di Treviso e Belluno · Domande aperte

Bando digitalizzazione Treviso 2026: cosa ci puoi finanziare davvero

La Camera di Commercio di Treviso-Belluno finanzia a fondo perduto il 50% delle spese di digitalizzazione, fino a 40.000 euro per impresa. Le domande si presentano fino al 23 ottobre 2026. Qui trovi cosa rientra davvero, cosa no, e come si incastra con un progetto di intelligenza artificiale.

Dati verificati sulla pagina ufficiale del bando il . Prima di presentare domanda fai sempre riferimento al testo ufficiale: le condizioni possono cambiare.

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Cosa prevede il bando in sintesi

Il nome ufficiale è Bando di Concorso per la concessione di contributi alle MPMI a sostegno della doppia transizione digitale ed ecologica, anno 2026. Fa parte della misura nazionale Voucher Doppia Transizione, gestita dai Punti Impresa Digitale delle Camere di Commercio, che stanzia 150 milioni di euro sul triennio 2026-2029.

  • Finestra per le domande: dall'8 luglio 2026 alle ore 9 fino al 23 ottobre 2026 alle 23:59, in modalità telematica.
  • Contributo a fondo perduto pari al 50% della spesa ammissibile, con un massimo di 40.000 euro per impresa.
  • Premialità aggiuntiva fino al 10% per chi possiede il Rating di Legalità o la certificazione per la parità di genere.
  • Dotazione complessiva del bando: 1,4 milioni di euro.
  • Beneficiari: micro, piccole e medie imprese con sede nella circoscrizione di Treviso-Belluno, iscritte e attive al Registro imprese e in regola con il diritto annuale camerale.

Le domande seguono l'ordine cronologico di arrivo. Con 1,4 milioni a disposizione e una platea di quella dimensione, aspettare ottobre è un rischio concreto: i fondi possono finire prima della scadenza.

Le misure, e quale riguarda l'intelligenza artificiale

Il bando si divide in misure con tetti diversi, ed è qui che si concentrano gli equivoci.

La Misura 1 finanzia i beni strumentali, con una spesa ammissibile tra 5.000 e 30.000 euro. Comprende software, soluzioni IoT, hardware per la cybersecurity e server destinati all'intelligenza artificiale. È la misura che regge la parte tecnologica di un progetto di automazione.

La Misura 2a finanzia la consulenza sulle tecnologie 4.0, con una spesa ammissibile tra 1.200 e 5.000 euro. È la voce sotto cui rientra un lavoro di analisi dei processi e progettazione dell'intervento.

La Misura 2b riguarda consulenza e formazione sulla transizione ecologica, sempre tra 1.200 e 5.000 euro, e comprende percorsi come quelli per Energy Manager di almeno quaranta ore.

Il conto che nessuno ti fa

Leggendo in giro si trova spesso la formula "fino a 40.000 euro di contributo per la tua consulenza AI". Non è così, e vale la pena essere precisi perché la differenza è grossa.

I 40.000 euro sono il tetto complessivo per impresa, non il tetto della consulenza. La consulenza su tecnologie 4.0 si ferma a 5.000 euro di spesa ammissibile, quindi il contributo su quella voce arriva al massimo a 2.500 euro. Per avvicinarsi al tetto alto serve includere i beni strumentali della Misura 1, cioè software e infrastruttura.

Questo non rende il bando inutile, tutt'altro. Significa che ha senso impostare il progetto nel modo giusto fin dall'inizio, distinguendo la parte di analisi da quella di implementazione, invece di scoprire a rendicontazione che metà della spesa non rientrava.

Cosa ha senso finanziare, in pratica

Nelle aziende della Marca i progetti che si prestano meglio sono quelli con un perimetro chiaro e un ritorno misurabile, non le trasformazioni digitali generiche. In concreto:

  • Automazione della gestione degli ordini che arrivano via email in formati diversi e finiscono riscritti a mano nel gestionale.
  • Generazione automatica di preventivi, schede tecniche e documenti commerciali a partire dai dati che hai già.
  • Report ricorrenti costruiti incrociando sistemi che oggi non si parlano.
  • Lettura e sintesi automatica di contratti, capitolati e documentazione tecnica.
  • Formazione operativa del personale che dovrà usare gli strumenti introdotti.

Sono gli stessi interventi che descrivo nella pagina sull'automazione dei processi aziendali. Il bando non cambia il metodo, cambia solo chi ne paga una parte.

Come ci lavoro io

Sarò chiaro su cosa faccio e cosa non faccio, perché è una zona in cui si fa confusione facilmente.

Non mi occupo della pratica. La domanda si presenta sul portale telematico della Camera di Commercio e nella maggior parte dei casi la gestisce il commercialista dell'azienda, che conosce già la posizione camerale e il DURC. Non ti vendo un servizio di finanza agevolata e non ti prometto che il contributo arriverà, perché la graduatoria è cronologica e non dipende da me.

Mi occupo del progetto che la pratica finanzia: entrare nei processi, misurare quanto costano oggi, scegliere l'intervento con il ritorno migliore e costruirlo. Se serve, preparo la descrizione tecnica del progetto e il preventivo nel formato che ti serve per allegarlo alla domanda, distinguendo le voci per misura così che la rendicontazione non diventi un problema dopo.

Il metodo completo, con i quattro passaggi e il modo in cui si compone il preventivo, è nella pagina sulla consulenza sull'AI. Se la tua azienda è in provincia, trovi il contesto locale nelle pagine dedicate a Treviso e a Conegliano.

Una cosa da non fare

Il bando spinge molte aziende a inventarsi un progetto per non perdere il contributo. È il modo migliore per spendere metà dei propri soldi in qualcosa che non serviva, perché anche con il 50% coperto la restante metà la metti tu, insieme al tempo delle persone coinvolte, che è la voce di costo che nessuno conta mai.

Il ragionamento corretto è l'opposto: parti dal processo che ti fa perdere ore ogni settimana, verifica che l'intervento abbia senso anche pagandolo per intero, e solo dopo guarda se il bando può coprirne una parte. Se il progetto sta in piedi solo grazie al contributo, non sta in piedi.

Domande frequenti

Fino a quando si può presentare domanda per il bando PID 2026?

Le domande si presentano in modalità telematica dall'8 luglio 2026 alle 9 del mattino fino al 23 ottobre 2026 alle 23:59. La graduatoria segue l'ordine cronologico di arrivo e la dotazione complessiva è di 1,4 milioni di euro, quindi arrivare a ridosso della scadenza espone al rischio che i fondi siano già esauriti.

Quanto copre il contributo?

Il contributo è a fondo perduto e vale il 50% della spesa ammissibile, con un massimo di 40.000 euro per impresa. È prevista una premialità aggiuntiva fino al 10% per le imprese in possesso del Rating di Legalità o della certificazione per la parità di genere.

Un progetto di intelligenza artificiale rientra nelle spese ammissibili?

Sì, per due strade diverse. La Misura 1 finanzia beni strumentali tra 5.000 e 30.000 euro di spesa ammissibile e comprende software e server destinati all'AI. La Misura 2a finanzia la consulenza su tecnologie 4.0 tra 1.200 e 5.000 euro di spesa ammissibile. Un progetto di automazione dei processi può quindi usare entrambe le misure, con la parte di consulenza che resta però limitata al tetto della 2a.

Chi può accedere al bando?

Le micro, piccole e medie imprese con sede nella circoscrizione territoriale di Treviso-Belluno, iscritte e attive al Registro imprese e in regola con il pagamento del diritto annuale camerale. Non è un bando aperto ai privati né alle imprese con sede fuori dalle due province.

Il contributo copre davvero 40.000 euro di consulenza?

No, ed è l'equivoco più comune. I 40.000 euro sono il tetto complessivo per impresa, ma ogni misura ha il suo limite: la consulenza su tecnologie 4.0 si ferma a 5.000 euro di spesa ammissibile, quindi il contributo su quella voce arriva al massimo a 2.500 euro. Le cifre più alte si raggiungono includendo i beni strumentali della Misura 1.

Serve un consulente per presentare la domanda?

La domanda si presenta in autonomia sul portale telematico della Camera di Commercio, e molte imprese la gestiscono con il proprio commercialista. Io non mi occupo della pratica: mi occupo del progetto che la pratica finanzia, cioè l'analisi dei processi e l'automazione. Sono due lavori diversi e conviene tenerli distinti.

Vuoi capire se il tuo progetto rientra?

In mezz'ora guardiamo il processo da automatizzare e come si incastra con le misure del bando. Della pratica se ne occupa il tuo commercialista, del progetto mi occupo io.

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